BONUS ACQUA POTABILE

Che cosa è?

Il bonus acqua potabile è un aiuto economico per chi acquista sistemi per razionalizzare l’uso dell’acqua e ridurre il consumo di contenitori di plastica. Si tratta di un credito di imposta del 50% sulle spese sostenute nel corso dell’anno precedente per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare finalizzati al miglioramento qualitativo delle acque per il consumo umano erogate da acquedotti.

Chi può partecipare?

Il bonus acqua potabile può essere richiesto da:

– persone fisiche;

– soggetti esercenti in arti, professioni o attività di impresa;

– enti non commerciali, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti e gli enti del terzo settore.

A quanto ammonta il contributo economico?

L’importo del bonus acqua potabile varia a seconda della categoria del soggetto richiedente. Difatti, l’importo massimo dell’agevolazione è fissato a:

– 1.000 euro per ciascun immobile, per le persone fisiche;

– 5.000 euro per ogni immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale, per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali.

Tuttavia, dato che il tetto di spesa massimo previsto per concedere l’agevolazione è pari a 5 milioni, l’Agenzia delle Entrate, nel rispettare tale limite di spesa, calcolerà l’importo del credito d’imposta analizzando il numero di domande presentate e ritenute valide per ottenere tale bonus, con la possibilità che la percentuale di bonus destinata ai singoli beneficiari potrebbe essere inferiore.

Come funziona il bonus acqua potabile?

Il beneficio viene erogato sotto forma di un credito d’imposta pari al 50% sulle spese sostenute. I beneficiari, dunque, possono ricevere un rimborso pari alla metà della spesa sostenuta per acquistare i sistemi di depurazione e di filtraggio dell’acqua.

Come richiedere il bonus acqua potabile?

L’importo delle spese sostenute deve essere documentato da una fattura elettronica o un documento commerciale in cui sia riportato il codice fiscale del soggetto che richiede il credito. Per i privati e in generale i soggetti diversi da quelli esercenti attività d’impresa in regime di contabilità ordinaria, il pagamento va effettuato con versamento bancario o postale o con altri sistemi di pagamento diversi dai contanti. L’ammontare delle spese agevolabili va comunicato all’Agenzia delle Entrate tra l’1 e il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento del costo tramite il servizio web disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia

In alternativa, è possibile inviare la comunicazione dopo averla predisposta in un file conforme alle specifiche tecniche presenti nella scheda informativa. In tal caso, prima del definitivo invio, i file dovranno essere sottoposti ai controlli di conformità utilizzando il software reso disponibile dall’Agenzia delle entrate;

Il bonus può essere utilizzato in compensazione tramite F24, oppure, per le persone fisiche non esercenti attività d’impresa o lavoro autonomo, anche nella dichiarazione dei redditi riferita all’anno della spesa e in quelle degli anni successivi fino al completo utilizzo del bonus.

Quando scade il bonus acqua potabile?

L’agevolazione deve essere richiesta nel mese di febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese rimborsabili. Pertanto, per le spese effettuate nel 2022, la richiesta di agevolazione va presentata dall’1 al 28 febbraio 2023. Per le spese sostenute nel 2023 va invece inviata dall’1 al 28 febbraio 2024.

PER QUALSIASI INFORMAZIONE O PER RICHIEDERE IL BONUS ACQUA POTABILE, RIVOLGITI AL CENTRO SERVIZI OIKIA CHE SARA’ IN GRADO DI INDIRIZZARTI VERSO I BENEFICI PIU’ CONFACENTI ALLE TUE ESIGENZE.